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Giovedì 16 Febbraio 2012

Tecnologia inarrestabile: tutti con i telefonini, tutti su internet e dal prossimo anno scolastico addio al libro caratceo (tra la storia e le "storie" di Gino Dell'Orco)

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Dal prossimo anno scolastico i libri di testo digitali soppianteranno tutti i testi cartacei, secondo la circolare numero 18 emanata dal ministero dell'Istruzione. La circolare riguarda appunto l'adozione dei libri scolastici per il prossimo anno. Il testo sancisce che “per l'anno 2012-2013 non possono più essere adottati né mantenuti in adozione testi scolastici esclusivamente cartacei”. La circolare, dunque, non sancisce il completo abbandono dei libri normali, ma obbliga i docenti ad adottare libri di testo che siano disponibili sia in forma cartacea che in forma digitale. “Le adozioni da effettuare nel corrente anno scolastico a valere per il 2012/2013 - precisa la circolare del Ministero - presentano una novità di assoluto rilievo, in quanto, come è noto, i libri di testo devono essere redatti in forma mista, parte cartacea e parte in formato digitale, ovvero debbono essere interamente scaricabili da internet”. Un passo importante verso l'innovazione anche se forse è un passo più lungo della gamba. La circolare ha scatenato diverse polemiche perché per molti, la stragrande maggioranza delle scuole non sarebbero pronte e non hanno i mezzi per permettere la lettura dei libri digitali. Per permetterne la lettura, infatti le scuole dovrebbero dotarsi di reader installati su pc e tablet per seguire le lezioni. Strumenti che in tempo di tagli non sono proprio presenti nelle nostre scuole. Addio quindi al vecchio libro di un tempo. Pesavano è vero, ma avevano, e credo che avranno sempre, il loro fascino.

 

Nel biennio 2006-2007 il numero di editori che si è avvicinato alla stampa digitale è quasi raddoppiato, passando da 235 del 2006 ai 413 del 2007. Sebbene il numero degli editori che ricorrono a queste nuove modalità sia ancora ridotto rispetto alle realtà editoriali esistenti - il totale degli editori censiti per il 2006 è di 7.547 e per il 2007 è di 8.373 - il dato è comunque indicativo di una tendenza sempre più diffusa nell’editoria per sfruttare al massimo le possibilità offerte dalle tecnologie interattive e da Internet.
Il mercato italiano degli e-book ha avuto un avvio molto faticoso. Nel 2011, però, rileva una costante accelerazione. Lo dicono le cifre relative all’offerta di titoli e-book che da 6.950 del dicembre 2010 sono a 7.559 a gennaio 2011; 8.186 a febbraio; 8.932 a marzo; 11.271 a maggio; 17.951 a settembre; 18.816 a novembre; circa 20.000 a dicembre 2011.
Dei 342 editori di e-book registrati in Italia nel 2011, 284 sono piccoli editori. Nel 2010 erano solo 94, a conferma di come i fenomeni legati alla Rete e alle tecnologie digitali possano rappresentare un’alternativa allo sviluppo di quelle realtà medio-piccole, quelle cosiddette di nicchia, che il mercato tradizionale fatica a raggiungere. Aumenta, quindi, la produzione di e-book!
 

Più telefonini, più Internet
Emerge dal 24° Rapporto Italia dell’Eurispes che, nonostante il pessimismo e il peggioramento della situazione economica del Paese, gli italiani non rinunciano al telefonino: tutti ne hanno almeno uno.
L’81,4 per cento ne ha uno di base, il 25,7 per cento ne ha due, l’11,5 per cento tre e l’8,8 per cento quattro o anche più. Di contro il 15,5 per cento dice di non possederne. A proposito di smartphone l’analisi dice che il 25,4 per cento ne ha uno, il 14,5 per cento ne ha due, il 5 per cento tre e il 2,1 per cento quattro. Il 48,2 per cento non ne possiede uno.
In crescita anche il possesso dei tablet: uno o più lo possiede il 16,9 per cento, verso il 78,7 per cento che non lo possiede.
Sono aumentati anche gli abbonamenti a Internet di cui dispone il 75 per cento degli italiani. La tv è sempre il meda preferito dalla popolazione, solo il 3,1 per cento ne fa a meno e la maggior parte possiede due apparecchi (43,9 per cento) o tre (22,8 per cento).
Un computer in casa lo ha il 47,2 per cento, due il 27,2 per cento, 7,3 per cento ne possiede tre e il 4,2 per cento che ne ha quattro o più. Il 12,8 per cento dichiara di non averne.
Sottolinea il Rapporto Eurispes, che per quanto Internet sia ormai di uso comune, lo stesso non si può dire dei canali satellitari e digitali a pagamento. Il 27,8 per cento dichiara di pagare un canone di abbonamento per usufruire dei canali tv satellitari e il 17,7 per cento preferisce in aggiunta i canali digitali a pagamento.


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