Le indagini, che hanno coinvolto il legale rappresentante della società proprietaria dell’area nonché titolare del permesso di costruire (un noto imprenditore della città della valle d’Itria) e l’allora dirigente dello sportello Unico per l’edilizia del Comune di Martina, hanno consentito di accertare che il citato permesso di costruire era stato rilasciato in maniera illegittima e in violazione delle norme ambientali ed urbanistiche.
I reati ipotizzati sono l’abuso d’ufficio in concorso e la violazione dei vincoli di tutela ambientale e il falso in concorso. Il dirigente comunale, infatti, abusando dei propri poteri aveva rilasciato in data 8 marzo 2011 il titolo edificatorio in violazione del piano particolareggiato (scaduto nel 2000) e del piano regolatore generale in quanto aveva assentito la realizzazione, in una zona boscata di alto valore naturalistico caratterizzata anche dalla presenza di una grotta, di 44 appartamenti plurifamiliari in luogo delle originariamente previste 14 abitazioni unifamiliari, procurando un indiscutibile vantaggio patrimoniale alla società interessata. Sempre il medesimo dirigente aveva falsamente dichiarato che si trattava di un intervento di ristrutturazione urbanistica mirato a sostituirne uno già esistente contrariamente al vero in quanto si trattava di un’area inedificata.
Il valore economico dell’operazione è stato stimato in maniera approssimativa in circa 13.000.000 di Euro.
