L’operazione è scaturita da una specifica attività investigativa posta in essere dai militari, tesa alla tutela dei beni di carattere artistico, storico ed archeologico del territorio messapico e, piu’ in generale, del patrimonio culturale nazionale. Il ritrovamento, avvenuto presso lo studio e l’abitazione del professionista, ha consentito il recupero di oggetti di vario genere quali piatti, anfore, vasi, cocci e monete di differenti epoche.
Il tempestivo intervento delle Fiamme Gialle ha permesso la salvaguardia dei preziosi reperti, prima della loro presumibile immissione nel mercato clandestino degli oggetti d’arte. I beni ritrovati saranno sottoposti ad una accurata perizia da parte degli esperti della Soprintendenza dei Beni Archeologici di Taranto per poterne stabilire compiutamente l’epoca di realizzazione.
Le ipotesi di reato derivanti dai fatti accertati riguardano la contestazione al professionista dell’impossessamento illecito di beni culturali appartenenti allo stato previsto dall’art. 176 d.lgs. 42/2004 (codice dei beni culturali e del paesaggio).
