Nel dettaglio, i Militari della Guardia di Finanza hanno accertato che un’impresa operante nel settore dell’impiantistica industriale, con sede in Manduria, nei periodi d’imposta dal 2007 al 2011, ha:
- sottratto a tassazione ai fini delle imposte dirette base imponibile per circa 6 milioni di euro;
- evaso I.V.A. per oltre 500 mila euro;
- omesso di:
- versare I.V.A. per oltre 3,5 milioni di euro;
- operare e versare ritenute per oltre 250 mila euro;
- emesso ed utilizzato fatture per operazioni inesistenti per oltre 2,5 milioni di euro;
- certificato rapporti di lavoro fittizi;
- utilizzato 17 lavoratori “in nero” e 133 “irregolari”.
L’attività ispettiva condotta dai finanzieri è stata mirata alla ricostruzione dell’intero volume d’affari della società, attraverso l’analitico esame della documentazione amministrativo-contabile rinvenuta in sede di controllo ed i riscontri telematici acquisiti mediante interrogazioni alle banche dati in uso al corpo.
In particolare, nel corso dell’attività di verifica le Fiamme Gialle hanno constatato che la società contabilizzava e dichiarava sistematicamente costi non supportati da alcun documento giustificativo. L’impresa stessa adduceva altresì acquisti fittizi mediante presentazione di false documentazioni, abbattendo in tal modo l’utile di esercizio e l’I.V.A. a debito.
Inoltre, con riferimento alla documentazione bancaria custodita dalla società interessata, sono stati eseguiti specifici accertamenti che hanno evidenziato differenze retributive versate fuori busta e/o “in nero” ai dipendenti. in taluni casi è stata rilevata la corresponsione del salario ad operai per i quali non era stata formalizzata alcuna assunzione.
L’amministratore pro-tempore della società verificata ed i rappresentanti legali di altre due aziende, aventi sede nel nord Italia, sono stati denunziati all’Autorità Giudiziaria per violazioni agli artt. 2 e 8 del d.lgs. 74/2000 (emissione ed utilizzo di fatture relative ad operazioni inesistenti). Il predetto amministratore è stato denunziato anche per le violazioni di cui all’art. 482 del codice penale (falsità materiale commessa da privato) e agli articoli 4 e 10-ter del citato decreto legislativo (dichiarazione infedele e omesso versamento di I.V.A.).
