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Lunedì 13 Febbraio 2012

Concelebrazione eucaristica di S.E. Mons. Fragnelli all’ospedale per la “Giornata del Malato”

di  Michele Esposito
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Si è celebrata presso l’ospedale di Castellaneta la “Giornata del Malato”, voluta fortemente dal nuovo cappellano, Don Domenico Cantore, e dalle associazioni di volontariato intervenuti alla celebrazione eucaristica, presieduta da S. E. Mons. Pietro Maria Fragnelli. Erano presenti numerosi pazienti e diversamente abili pervenuti dall’intera diocesi insieme a numerosi parenti. E’ intervenuto, altresì, l’avv. Italo D’Alessandro, sindaco di Castellaneta, ed alcuni amministratori comunali oltre a numerosi medici del nosocomio locale. 
Mons. Fragnelli ha spiegato come il malato sia il vero motore della famiglia. “Un malato, presente in famiglia, - egli ha detto – costituisce dapprima un freno perché disorienta; quindi obbliga a fermarci per riflettere e capire le nostre frivolezze, spronandoci ad accettare la realtà, ridimensionandoci… e loro, che vengono sospinti nella carrozzella, spingono la carrozzella della nostra vita”.
Don Domenico Cantore, nel suo intervento, ha detto che la sofferenza deve essere riempita di senso. Consapevoli che il corpo non è per la terra, ma per la resurrezione, in prospettiva della vita senza dolore oggi si è chiamati a guarire le ferite. La malattia e la croce che ognuno porta su questa terra deve produrre preghiera e fede. Non a caso il vero missionario è l’ammalato. E non a caso ha testimoniato che: una badante rumena, che assisteva una nonnina, si è convertita al cristianesimo stando accanto ad essa quando pregava, recitava il rosario, ascoltava “Radio Maria” e chiedeva il sacerdote per comunicarsi; un altro ammalato, invece, ha convertito l’intera famiglia. Non essendo disposto alcun suo figlio ad assisterlo, ma presenti solo per interessi economici, ha provveduto a farsi assistere da una badante con l’obbligo, però, che a turno ogni suo figlio lo accompagnasse almeno a messa. Così facendo, tutti si sono convertiti.
Particolare molto suggestivo è stato allestire l’altare nell’ampia area d’ingresso dell’ospedale, dove è stata collocata la Madonnina di Lourdes con Bernardette, portata in processione dai volontari, e con la benedizione finale impartita con l’esposizione dell’Eucaristia che processionalmente è passata in mezzo agli ammalati.



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