Il Times ha identificato Onyango nello zio "perduto" del presidente confrontandone, oltre al nome, la data di nascita: è la stessa, 3 giugno 1944. Onyango Obama è stato fermato fuori dal Chicken Bone Saloon di Framingham in Massachusetts il 24 agosto dopo che era quasi andato a speronare una macchina della polizia con la sua monovolume Mitsubishi 4x4. "Mi sa che chiamerò la Casa Bianca", avrebbe detto "zio Omar" una volta arrivato al commissariato secondo quanto ha riferito il portavoce della polizia di Framingham. L'uomo si è poi dichiarato non colpevole ma è rimasto in custodia delle autorità come clandestino: sulla sua testa pende un mandato di espulsione in Kenya e la prospettiva di una lunga battaglia legale. La notizia dell'arresto di un Onyango Obama negli Usa era passata sostanzialmente inosservata. The Corner, il blog della rivista di destra National Review, aveva ironizzato sull'omonimia senza cogliere il collegamento. Il legame di parentela tra Onyango e Barack non era invece sfuggito al Times che aveva cominciato a cercare "zio Omar" durante la campagna elettorale 2008 ma anziché trovare lui, aveva beccato, proprio alla vigilia del voto, sua sorella Zeituni, una anziana signora male in arnese che viveva da illegale in un caseggiato popolare di Boston.
Omar, che ha 67 anni, e Zeituni sono figli di Hussein Onyango Obama, il nonno del presidente, e della sua terza moglie Sarah, la donna che Obama chiama "Granny" perché ha allevato suo padre Barack Sr (il figlio di Akumu, la seconda moglie di Hussein). Zeituni, che soffre di una malattia al sistema immunitario, ha ottenuto l'anno scorso dall'Immigration and Naturalization Service (Ins) il permesso di restare negli Usa e l'avvocatessa che ha curato il suo caso, Margaret Wong di Cleveland, ha fatto sapere che si occuperà anche di Omar.
