Questi risultati sono la prova che se moltiplichiamo la nostra voce, se riusciamo a essere in tanti e a farci sentire, allora possiamo fare la differenza. Per il prossimo anno ci auguriamo di essere ancora più numerosi… intanto però tanti auguri a voi e ci vediamo al rientro dalle vacanze.
Buona lettura.
ECUADOR
Il 14 febbraio, un giudice del tribunale di Lago Adrio ha condannato la multinazionale del petrolio statunitense Chevron (ex Texaco) a pagare una multa di quasi nove miliardi di dollari per aver inquinato una parte dell'Amazzonia ecuadoriana, provocando gravi danni alla salute delle popolazioni locali.
ANGOLA
Il 12 giugno, il governo si è impegnato a fornire, a partire dal mese di settembre, nuove case a 450 abitanti della capitale Luanda, vittime di sgomberi forzati tra il 2004 e il 2006 nell'ambito della costruzione di un nuovo quartiere residenziale di lusso.
CIAD
Il 24 giugno, le autorità hanno accolto le richieste di un comitato locale, sostenute dagli appelli di Amnesty International provenienti da ogni parte del mondo, e hanno rinunciato a un programma di sgomberi che avrebbe colpito gli oltre 10.000 abitanti del quartiere di Ambatta, nella capitale N'Djamena.
INDIA
Il 19 luglio, l’Alta corte dello stato dell’Orissa ha confermato la decisione presa dal governo indiano nell’agosto 2010 contro il progetto di sestuplicamento della raffineria di alluminio situata a Lanjigarh, ai piedi di Niyamgiri, secondo la quale il progetto avrebbe violato le leggi a tutela dell'ambiente.
ARGENTINA
Il 5 agosto, un tribunale ha ordinato la sospensione di ogni tentativo di sgomberare quattro famiglie native Quilmes di Colalao del Valle fino a quando non saranno conclusi gli accertamenti per determinare chi è proprietario dei terreni, quattro ettari in tutto, su cui vivono le 30 persone, tra cui 10 bambini. Per la prima volta un tribunale si è richiamato alla Legge 26/160, che nel 2006 aveva istituito, fino al 2013, il divieto totale di sgomberare le comunità native in attesa di un censimento nazionale che ne definisca i territori. I Quilmes avevano già resistito a tre tentativi di sgombero, il 17 settembre 2009, il 5 gennaio 2010 e il 29 aprile 2011.
ROMANIA
A seguito di un'azione urgente di Amnesty International, il 6 settembre 2011 il sindaco della città di Baia Mare ha annunciato la sospensione del previsto sgombero forzato di centinaia di rom non iscritti all'anagrafe cittadina. Una settimana dopo, lo stesso sindaco ha dichiarato che nell'affrontare la questione degli insediamenti informali, le autorità municipali avrebbero rispettato gli standard internazionali e le leggi nazionali.
ROMANIA
Il 19 settembre, un tribunale di Cluj-Napoca ha respinto la richiesta delle Ferrovie nazionali di sgomberare l'insediamento rom di via Cantonului, nel quale vivono 250 adulti e 200 bambini. Secondo la compagnia ferroviaria, le abitazioni lungo la strada avrebbero dovuto essere abbattute per fare spazio ai binari. Due organizzazioni romene per i diritti dei rom e Amnesty International si erano schierate contro lo sgombero.
GHANA
Il 26 settembre, il presidente John Evans Atta Mills ha dichiarato che la popolazione dell'insediamento informale di Old Fadama, nella capitale Accra, non sarà soggetta a sgombero forzato. Intervenendo a New York a un incontro con la comunità ghanese, il presidente ha aggiunto che il governo avvierà consultazioni con le comunità interessate per concordare modalità e destinazione del trasferimento.
ITALIA
Il 16 novembre il Consiglio di Stato ha dichiarato illegale la cosiddetta "emergenza nomadi", in vigore dal maggio 2008. Lo "stato d'emergenza in relazione agli insediamenti nomadi", proclamato in Lazio, Campania e Lombardia e nel 2009 esteso anche a Piemonte e Veneto, ha facilitato sgomberi forzati e altre violazioni dei diritti umani ai danni delle comunità rom residenti in Italia.
REGNO UNITO/INDIA
Il 18 dicembre, la Dow Chemical Company ha annunciato che non esporrà il suo logo sul telone decorativo che cingerà lo stadio olimpico prima e durante i Giochi Olimpici che si svolgeranno a Londra nel 2012. Amnesty International aveva più volte criticato il Comitato organizzatore delle Olimpiadi per non aver tenuto conto della responsabilità della Dow rispetto al disastro di Bhopal del 1984, in India.
