"La notizia che il tasso di mortalità infantile nell'Africa sub-sahariana sta diminuendo due volte più velocemente rispetto a quanto accadeva dieci anni fa, dimostra che possiamo realizzare dei progressi anche nei luoghi più poveri", ha detto Anthony Lake, Direttore generale dell'UNICEF. "Concentrare maggiori investimenti sulle comunità più svantaggiate ci aiuterà a salvare più vite dei bambini, in modo più rapido e economico". Tra il 1990 e il 2010, il tasso di mortalità sotto i 5 anni è diminuito di oltre un terzo, da 88 decessi ogni mille nati vivi a 57. Purtroppo, questo tasso di progresso è ancora insufficiente a raggiungere il 4° Obiettivo di Sviluppo del Millennio, che prevede una riduzione di due terzi del tasso di mortalità infantile sotto i 5 anni entro il 2015.
"La riduzione della mortalità infantile è legata a molti fattori, in particolare ad un maggiore accesso ai servizi sanitari in tutto il periodo neonatale. Così come la prevenzione e la cura delle malattie infantili, una migliore nutrizione, la copertura vaccinale, l'acqua e i servizi igienico-sanitari", ha detto Margaret Chan, Direttore generale dell'OMS. "Questa è la prova che investire nella salute dei bambini è denaro ben speso, e un segno che abbiamo bisogno di accelerare gli investimenti nei prossimi anni". Secondo il rapporto, rispetto alla tendenza generale, si sono ottenuti progressi meno significativi per quanto concerne la mortalità dei neonati e dei bambini più piccoli, che rimangono i più a rischio: infatti, più del 40% dei decessi dei bambini si verifica entro il primo mese di vita e oltre il 70% nel primo anno di vita. I miglioramenti e i progressi sono incoraggianti - ma permangono gravi disuguaglianze.
I più alti tassi di mortalità infantile rimangono nell’Africa sub-sahariana, dove 1 bambino su otto muore prima dei cinque anni –un evento 17 volte più frequente rispetto alla media delle regioni sviluppate (1 su 143). L’Asia meridionale ha il secondo tasso più alto, con 1 bambino su 15 che muore prima dei 5 anni. I decessi sotto i cinque anni sono sempre più concentrati nell’Africa sub-sahariana e in Asia meridionale: nel 1990 in queste due regioni si concentrava il 69% dei decessi; nel 2010 questa proporzione è aumentata all’82%.
Nel 2010 circa la metà dei decessi dei bambini sotto i cinque anni in tutto il mondo si è verificato in soli cinque paesi: India, Nigeria, Repubblica Democratica del Congo, Pakistan e Cina. Alcuni dei più importanti miglioramenti riguardano i paesi in cui i bambini sono più vulnerabili. Un esempio è il Niger, dove nel 1990 il tasso di mortalità infantile era di 311 ogni mille nati vivi; nel 2010 è sceso a 143. Nel 2010 il Niger è stato uno dei cinque paesi che ha ottenuto i migliori risultati in termini di riduzione assoluta dei tassi di mortalità infantile sotto i 5 anni, insieme al Malawi, alla Liberia, a Timor-Leste e alla Sierra Leone.
In occasione della prima visita in Italia del Direttore generale dell’UNICEF Anthony Lake, il prossimo 28 settembre l’UNICEF Italia lancerà a Roma - ed in contemporanea in altre città - la campagna di sensibilizzazione e di raccolta fondi contro la mortalità infantile “Vogliamo Zero”. Il Direttore generale commenterà i nuovi dati sulla mortalità infantile.
