“Oggi – ha spiegato Pedrale – il sistema di riscossione dei tributi locali viene gestito dalla società Equitalia, che ricorre ampiamente a procedure esecutive quali ipoteche immobiliari, pignoramenti di stipendi e conti correnti bancari, fermi amministrativi. Si tratta di strumenti che prevedono interessi di mora molto elevati e che hanno determinato pesanti ripercussioni sull’economia delle famiglie e delle imprese”. Per mettere fine a un sistema che non solo ha provocato le legittime proteste di moltissimi contribuenti, ma che è anche superato dalla concezione federalista che mira alla piena autonomia degli enti locali nella riscossione delle tasse, è necessario costituire un ente di riscossione regionale alternativo a Equitalia, come previsto dalla recente manovra Monti. Il nuovo organismo, secondo la spiegazione del presidente Pdl, consentirà di mantenere sul territorio tutte le entrate che con l’attuale sistema di riscossione vengono incamerate dallo Stato centrale: sarà un concreto esempio di federalismo fiscale, necessario per rinforzare i capitoli del bilancio regionale che stanno vivendo un forte momento di crisi come la cultura, il sostegno alle piccole e medie imprese e l’assistenza domiciliare agli anziani e alle persone non autosufficienti. Carossa della Lega Nord ha aggiunto che “l’idea di una entità regionale di riscossione che applichi principi equi e soprattutto umani di recupero dei crediti, non può che vederci favorevoli sostenitori visto il principio federalista che esprime”. Un giudizio positivo su questa proposta è arrivato anche dal Presidente Cota e dall’assessore al bilancio, Quaglia. L’intento, viene precisato, non sarà di aiutare chi evade, ma di far pagare in modo equo tutti, cercando di mettere nelle condizioni di poter fare fronte ai propri impegni chi è in vera difficoltà, senza penalizzarlo in modo inutile, ma essendo invece intransigenti con chi froda il fisco scientemente. I vantaggi in termini economici, con i proventi dell’attività dell’ente di riscossione regionale reinvestiti sul territorio, sono evidenti. “Il Piemonte sarà la prima regione a creare una struttura del genere che potrà essere d’esempio per il resto del Paese” riferiscono. Per Pedrale l’impegno congiunto di maggioranza ed opposizione in questa operazione è la dimostrazione che il problema di Equitalia coinvolge tutte le forze politiche. Quello che si vuole realizzare è un sistema a costo zero, che ribalti l’onere della prova facendo in modo che sia la pubblica amministrazione, e non il contribuente, a dover correggere le inesattezze spesso contenute nelle cartelle. Goffi ha spiegato la volontà di “creare una rete capillare di sportelli del contribuente sul modello austriaco”. Con l’obiettivo di instaurare un rapporto di civiltà tra i contribuenti e l’amministrazione pubblica che tenga conto, pur nella certezza della riscossione dei debiti dovuti, delle condizioni economiche e sociali di ogni individuo. A quest’ordine del giorno farà infatti seguito un progetto di legge che consenta ai Comuni e alle Regioni di trattenere una parte delle sanzioni riscosse, che abbassi la percentuale della mora, aumenti il periodo di rateizzazione e tenga conto delle difficoltà dei cittadini. Non si vuole creare - secondo Pedrale – un ennesimo carrozzone ingessato e dispendioso. Tanto è vero che – come ha riferito - queste funzioni di riscossione potrebbero essere affidate a una Direzione dell’assessorato regionale alle Finanze, formando appositamente alcuni dipendenti e scongiurando così anche i rischi di esuberi e licenziamenti che in un periodo difficile come questo possono essere sempre dietro l’angolo. In ultima analisi secondo Goffi gli eccessi e le assurdità di Equitalia si registrano ormai quotidianamente: dai fermi amministrativi di veicoli appartenenti a pazienti con il tumore o con l’esigenza di andare in dialisi, fino ai fondi regionali stanziati per mantenere l’occupazione che invece di arrivare ai dipendenti, vengono intercettati da Equitalia, dal pignoramento del conto corrente al datore di lavoro che deve pagare fornitori e dipendenti, agli operatori ambulanti dei mercati rionali che si vedono sequestrare la merce in vendita e ritirare la licenza se non hanno pagato tutte le tasse, magari perché una malattia non ha permesso loro di lavorare più di cinque mesi in un anno. E il fatto grave è che gli Enti locali non hanno idea dei danni che vengono provocati sul loro territorio. E’ vero, infatti, che Equitalia recupera un po’ di soldi, riferisce il segretario Udc, ma ci sono 1 milione e mezzo di case ipotecate oggi in Italia dal 2006. “Quanti proprietari sono stati sfrattati? A quanti si è dovuto dare assistenza? Chi si accolla i costi di tanti disoccupati a causa delle azioni coercitive di Equitalia? Un nuovo ente regionale avvicinerebbe il cittadino all’agente di riscossione e rappresenterebbe una valida soluzione alle attuali aberrazioni del sistema Equitalia, oltre che alle tensioni sociali, che si stanno pericolosamente inasprendo” – sono le sue parole.
Vito Piepoli
