sab19052012

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Lunedì 16 Gennaio 2012

Repliche dure dalla politica, le nuove critiche ai sindacati di Marchionne lanciate da Detroit. La Fiat lascia intravedere altri accordi possibili in Europa

di  Redazione
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In primo piano la Fiat con le dichiarazioni rilasciate a  Detroit da l’amministratore delegato Sergio Marchionne secondo cui in Italia i sindacati rappresenterebbero un freno agli investimenti. E mentre si attende ancora di capire quali saranno le novità possibili sulla sede di Fiat-Chrysler  i sindacati e la politica replicano che difendere i diritti dei lavoratori è perfettamente compatibile con gli obiettivi di crescita di un impresa. Cambia il look,  maglione ma  con barba e sciarpa, restano i dubbi sulla sede del gruppo. L’indirizzo non conta una frase che non promette nulla di buono per Torino. Restano gli attacchi ai sindacati, c’è la conferma della fusione Fiat e Chrysler e del successore nel 2015. Vi è per fortuna un certo lavorio per nuove fusioni  con altri gruppi e c’è soprattutto aria di ripresa. Ha riferito  che al Salone nel 2008 c’era aria di morte  ora c’è grande vigore. Marchionne a tutto campo dunque  in  una giornata di conferme. I livelli occupazionali a Mirafiori verranno preservati,  la nuova Dodge Dart auto con il cuore alfa per l’America ha ancora larghe zone grigie.

Poi è tornato sulla futura sede del gruppo riferendo che l’attaccamento emotivo al proprio paese come produttore va ripensato. Questo   non significa tradirlo ma crescere come quando i ragazzi escono di casa. Per Marchionne sia Detroit  sia Torino sono in grado di ospitare il quartiere generale del gruppo, ma c’è anche l’alternativa America latina. Infine ha lanciato un altro  attacco ai sindacati, ponendo un interrogativo:  come si fa ad incoraggiare investimenti stranieri in Italia con i continui ostacoli che le parti sociali pongono alle imprese che vogliono fare impresa?

Vito Piepoli

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