sab19052012

Back Italia Altre dall'Italia Nuoro: non gli consentono di frequentare il laboratorio e si cuce la bocca. Si tratta di un ergastolano, Alessandro Bozza, 50 anni, di Ginosa (Taranto)
Venerdì 25 Novembre 2011

Nuoro: non gli consentono di frequentare il laboratorio e si cuce la bocca. Si tratta di un ergastolano, Alessandro Bozza, 50 anni, di Ginosa (Taranto)

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Le notizie che arrivano dalle carceri italiane denunciano condizioni sempre più drammatiche, sempre più intollerabili, segno che non solo la detenzione non assolve il compito rieducativo che dovrebbe accompagnare il fine punitivo, ma provoca esasperazioni e drammi che sfociano in gesti tragici. E' una premessa necessaria per raccontare ciò che è accaduto nella tristemente nota prigione sarda di Bad'e Carros, in provincia di Nuoro.
Qui un detenuto, per far uscire la sua protesta fuori dai muri del carcere, si è cucito la bocca e rifiuta cibo e acqua. Si tratta di un ergastolano, Alessandro Bozza, 50 anni, di Ginosa (Taranto), che si trova recluso da 20 anni ma si ritiene vittima di una ingiustizia.
La denuncia arriva dalla presidente dell'associazione Socialismo Diritti Riforme, Maria Grazia Caligaris, che ha ricevuto un appello dall’ergastolano pugliese. Gli è stato precluso - denuncia l'ergastolano all'associazione Sdr - l'accesso al laboratorio, dove effettua dei piccoli lavori, e alla scuola, che frequenta con profitto, in seguito ad un certificato medico che ne attesta la non idoneità. "Il detenuto tuttavia - spiega Caligaris - ritiene il provvedimento non fondato e in contrasto con un altro certificato che al contrario lo definisce abile al lavoro.

Bozza, ideatore e autore dei libri-farfalla con i racconti, le favole e le filastrocche dedicate ai bambini dai detenuti della sezione Alta Sicurezza dell'Istituto Penitenziario di Bad'e Carros, è una persona di poche parole - continua la presidente dell'associazione - con una straordinaria sensibilità. La permanenza in carcere ha esasperato questa condizione rendendo il suo equilibrio particolarmente delicato. Non consentirgli l'accesso al laboratorio e alla scuola, senza una motivazione condivisa, è per lui l'equivalente di rinunciare alla vita. Il gesto estremo che ha compiuto è per lui l'unico in grado di fargli esprimere lo stato d'animo in cui si trova".
L'uomo è arrivato a compiere il drammatico gesto autolesionistico e il provvedimento lo ha mortificato al punto da indurlo a quella tremenda autotortura corporale.

2 Commenti

  • Link del commento Felicia Venerdì 25 Novembre 2011 11:44 inviato da Felicia

    E' mostruoso questo tipo di trattamento

  • Link del commento Giulio Venerdì 25 Novembre 2011 11:42 inviato da Giulio

    Che sconforto leggere queste notizie. Oltre l'ergastolo gli si negano anche le attività di laboratorio ed altro. Ma come devono ammazzare il tempo queste persone.
    Ecco perchè Alessandro Bozza, e come tanti altri, preferiscono "ammazzarsi" facedono autolesionismo.
    Mi spiace tanto non perchè ginosino, ma in quanto ITALIANO

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