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Martedì 07 Febbraio 2012

Monti, Ugl: ”Serve equità per le pensioni”

di  Redazione
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“Molti dicono che la situazione attuale nella Regione è stata determinata da problemi, più o meno grandi, dell´Italia. Certo è che al nostro territorio, hanno scippato la centralità della vecchia e della nuova collocazione nazionale, la produzione e persino i consumi si sono spostati in altre aree con il risultato che i lucani continuano a perdere guadagni e soprattutto posti di lavoro. Ora qualcuno vuole destabilizzare la Basilicata attaccando uno alla volta i partiti che la governano non badando minimamente alla politica distruttiva nazionale. Nell’attimo in cui ci si accorge che l´Italia, statisticamente, a volte, tra i primi paesi al mondo, ha attuato da tempo una politica miope, divisionista, senza visione collettiva contribuendo massicciamente all’aumento del debito pubblico, ci si rende conto che oltre 1900 miliardi di euro rappresenta un nuovo Guinness world record con le opposizioni politiche della Basilicata alle prese con un continuo e stucchevole litigio (oramai litigano anche con se stessi) che non fa altro che aggravare la situazione. Nessuno si preoccupa più del bene comune, dimenticando che è nostro e quindi a carico e a vantaggio di tutti. Ora chi paga?”
E’ quanto dichiara Rocco Velluzzi (nella foto), segretario Provinciale Potenza UGL per le Autonomie Locali il quale aggiunge che, “Il nuovo governo Monti (stranamente di estrazione bancaria come quelli che hanno creato la prima bolla speculativa) è nato per l´impossibilità, di chi ha governato, di cambiare le cose. Si segue il principio che le decisioni devono piacere al popolo altrimenti non ti votano. I cittadini rimangono impotenti davanti alla televisione e tra le miriadi di scenari, politico-economico-sociale, guardano ad un solo risultato, ossia si interviene solo quando sembra che si sia sull´orlo del baratro ed è obbligo decidere con urgenza.
Questa emergenza la paghiamo tutti, naturalmente non nello stesso modo, sia quando andiamo a votare per eleggere il governo, a volte con leggerezza o senza convinzione, sia quando poi il Paese ha bisogno di soldi – prosegue il sindacalista UGL, Velluzzi - . Ecco che anche i pensionati diventano importanti! E´ vero, tutti hanno ignorato i pensionati cercando di convincerli che sono solo un peso sociale, che tolgono risorse ai giovani, che non devono essere uniti tra di loro, che devono scegliere i loro rappresentanti solo all´interno del bipolarismo, che l´Inps è in perdita... Ora, come sempre, quando c´è bisogno di liquidità, il vero bancomat sono le pensioni, ma attenzione non pensioni oltre i 10.000 euro al mese, non quelle multiple derivate da vari fondi pensione separati, non quelle calcolate su brevi periodi di lavoro con un metodo retributivo... No, il vero bancomat per il Paese e l’azienda Basilicata, sono le pensioni sotto i 2000 euro, anzi sopra i 900 euro, perché lì ci sono i grandi numeri! La verità è che si sottrae la meritata ricchezza ai pensionati anche se il sistema pensionistico è in equilibrio, perché lì si trova un borsa aperta e sicura da cui ricavare denaro immediato.
L’UGL ritiene vero che in futuro l´allungamento dell´aspettativa di vita potrà compromettere questo equilibrio, ma le riforme - vedi legge 122, legge 111/2010 e quelle precedenti hanno già previsto e arginato questo problema e comunque a questo i pensionati non si possono opporre, ma possono però pretendere una pensione dignitosa e rivalutata ogni anno.
Bisogna tener presente che le previsioni economiche ipotizzano una crescita della svalutazione. Per l’UGL è incomprensibile capire che oltre i 900 euro le pensioni non siano più indicizzate ed è ancor più difficile, soprattutto per coloro che percepiscono oltre 500 euro al mese, aprire un conto corrente bancario che costringe all’utilizzo (pensati i nostri novantenni) di una “carta di debito” dovendo rimettere anche le spese di commissione. Vista la necessità di tamponare, ora, bisogna intervenire, ma con la massima equità!
Decidendo di non votare o votare il più telegenico, il più litigioso, il più individualista, non partecipando, di fatto, alla vita pubblica quasi si trattasse d´interesse d´altri, convinti di una quanto mai certa impotenza, ci si accorge di aver messo un mattone per arrivare al punto in cui siamo: è possibile pensare di tartassare pesantemente i pensionanti, molti dei quali contribuiscono alla drammatica situazione dei propri figli senza lavoro e senza prospettiva immediata. Monti ha negato a milioni di pensionati anche quei pochi euro della “perequazione automatica“, legata alla percentuale d’inflazione stabilita dall’Istat. Si vuole proprio fare cassa sulle pensioni? Si metta un tetto non più di quattromila euro per tutte le pensioni, dai politici ai grandi manager ai dipendenti pubblici e privati ecc. Si sono colpiti pensionati e lavoratori, cittadini che hanno sempre pagato le tasse e che più di altri stanno pagando le conseguenze della crisi economica. Si colpisce il bene casa, penalizzando duramente il lavoro, i sacrifici di tante famiglie, molte volte, di generazioni. Tasse e balzelli, ma ci si dimentica di varare una seria e dura patrimoniale per il grande capitale e per le rendite parassitarie. Manca una chiara  prospettiva di sviluppo economico ed occupazionale, una cura così dura, rischia di “uccidere” l’ammalato: c’è il rischio di una recessione pesantissima, dal momento che diminuiranno i consumi e con essi la produzione ed il lavoro”.

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