PALAGIANO 23/07/2010
Legambiente: villaggio turistico abusivo “Pino di Lenne”
Riceviamo e pubblichiamo
turistico abusivo “Pino di Lenne”. Si invocavano provvedimenti di urgenza per impedire l’ulteriore manomissione del territorio e, soprattutto, finalmente ripristinare la legalità. PURTROPPO, A DISTANZA DI UN ANNO, SIAMO COSTRETTI A CHIEDERE NUOVAMENTE L’INTERVENTO DELLA MAGISTRATURA.
Infatti, nonostante alcuni interventi, ancorché tardivi e talvolta contraddittori delle autorità comunali (e sempre dopo gi esposti di Legambiente e l’intervento della Procura), i lavori sono continuati, con la beffa di ulteriori impossibili richieste di sanatorie e autorizzazioni a realizzare altro e, tanto perché non restino dubbi, il villaggio ha ripreso a funzionare: casette ripristinate ed arredate, campi da tennis e piscine ripristinate e piene d’acqua, gente e macchine all’interno, bar-market-reception e salone ristorante, impianto idrico ed elettrico rifatti, un grande spianamento e cancello (con distruzione di macchia e canneto) per l’accesso delle barche al fiume, targhe pubblicitarie … e persino un sito web www.clubmagicgarden.it attraverso cui fare le prenotazioni, con tanto di listino prezzi (che bene illustra la situazione!.)
Il tutto sotto l’egida di un fantomatico CLUB MAGIC GARDEN privato, come se – posto che il club sia legittimo! – BASTASSE LA TRASFORMAZIONE IN CLUB PRIVATO PER RENDERE LEGITTIMO L’INTERVENTO, SANARE IL VILLAGGIO ABUSIVO E SUPERARE A PIÈ PARI LE SETENZE DELLA MAGISTRATURA!
E tutto questo è accaduto, ed accade ancora in questi giorni, nonostante 3 Ordinanze di ripristino dello stato dei luoghi (compreso lo stato naturalistico che è stato ulteriormente devastato) e un Decreto del GIP di Taranto del febbraio scorso, con cui veniva sottoposta a sequestro penale una ampia fascia dell’area manomessa: sequestro penale ad oggi mai revocato, anche se sono spariti i cartelli che lo indicavano.
Come al solito, tutto questo lo vediamo noi ambientalisti, lo vede la gente che semplicemente transita per la contigua strada comunale “Carmignano” andando al mare, ma non lo vedono gli Organi (comunali e non) deputati al controllo e vigilanza del territorio, in un area che – specialmente in questo periodo – è una “sorvegliata speciale”, per quell’inestimabile bene naturalistico che è la Pineta costiera, compreso il Grande Pino d’Aleppo, vero e proprio monumento naturale censito nel Registro dei Grandi Alberi (400 anni).
E’ per queste semplici e preliminari ragioni che abbiamo chiesto innanzitutto alla Magistratura un intervento immediato, deciso e risolutore che, finalmente, ripristini la legalità ed imponga il rispetto delle Sue stesse Sentenze passate in giudicato da ormai 21 anni.
Non appaia superfluo ricordare, per l’ennesima volta, che:
?Con Sentenza n. 116 del 14.5.1987 del Pretore Penale di Taranto, passata in giudicato con Sentenza della Suprema Corte dì Cassazione n. 2416 del 16.10.1989 veniva, tra l'altro, riconosciuta totalmente abusiva ed illecita l'attività dei titolari del Villaggio "Pino di Lenne", veniva ordinato il ripristino dello stato dei luoghi, e veniva condannata la Società al ristoro del danno ambientale in favore dello Stato e del Comune.
?Il Tribunale civile di Taranto con SENTENZA N. 867 del 26.4.1995 ha sancito che, " .. deve ritenersi avvenuta la acquisizione al patrimonio del comune dei beni in relazione ai quali non era stato ottemperato all'ordine di demolizione..”
?Con Sentenza n° 3020 del 20 marzo 2007, depositata l’8.6.2007, il Consiglio di Stato ha definitivamente rigettato il ricorso avverso il “diniego della richiesta di condono edilizio”, peraltro emesso dal Comune di Palagiano dopo ben 9 anni!.
Nel marzo scorso, della vicenda si è occupato anche il Ministero dell’Ambiente e dei Beni Culturali su impulso di una Interrogazione di un gruppo di Parlamentari Radicali.
Si ricorda, altresì, che trattasi di zona sottoposta a plurimi vincoli:
•Sito di Importanza Comunitaria (S.I.C.) denominato Pinete dell'Arco Jonico, DM 03.04.2000,);
•In aderenza alla Riserva Naturale Biogenetica ex D.M. 6 luglio 1977;
•inserito nella scheda B8 della L.R. 19/97 che ha pertanto individuato la zona come Area Naturale Protetta Regionale destinata all’istituendo “Parco Regionale delle Pinete dell’Arco Jonico”;
•Zona Boscata assoggettata a divieto assoluto di edificazione (art. 3.10 NTA del PUTT);
•Area classificata AP – ad alta probabilità di inondazione – dal PAI adottato dal C.I. Puglia con delibera n° 25/2004; l’area, infatti, è situata ad immediato ridosso del Fiume Lenne-Lama di Lenne e del Canale Marziotta;
•Destinazione urbanistica “ZONA E agricola”.
Questa situazione di diffusa (e tollerata) illegalità è un vero schiaffo a tutti i cittadini onesti.; per questo , a tutela degli interessi diffusi della Comunità, abbiamo chiesto con formale denuncia: al Procuratore della Repubblica di Taranto di porre fine alla flagranza di reato, perseguire tutte le responsabilità, anche di chi ha eventualmente omesso di vigilare adeguatamente e prevenire gli scempi ambientali; al Procuratore presso la Corte dei Conti di accertare e perseguire le responsabilità di chi ha omesso sin ora di procedere al ristoro del danno ambientale ed ha procurato un evidente danno erariale per i ritardi nell’acquisizione di un bene pubblico ed il conseguente illecito arricchimento del privato. A Presidente e Assessori all’Ambiente e Assetto del territorio della Regione Puglia, a Prefetto, Questore e Sindaco di Palagiano, di assumere gli urgenti interventi di rispettiva competenza per assicurare l’immediato ripristino della Legalità.
Il Presidente Regionale
Francesco Tarantini
p. Il Circolo di Palagiano
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