PALAGIANO 10/06/2010
E’ di età romana (II - I sec. a.C.), l’ultima tomba venuta alla luce
Giuseppe Favale
Proprio di fronte alla necropoli scoperta pochi mesi fa, in località Galliano (Palagiano), è stata rinvenuta una tomba ad incinerazione, di età romana (II - I secolo a. C.). Il rivestimento interno e la copertura era formato da tegole e questa caratteristica ne rende impossibile il trasporto, come avvenuto invece per le tombe della necropoli.
A corredo, un picchetto per scavare la fossa, un vassoio e dei vasetti che contenevano oli. La zona è stata delimitata perché sul terreno sono visibili segni di altre tombe e si spera di trovarne una a camera (costruzioni simili alle nostra cappelle, ma situate nel sottosuolo). Segnali in questa direzione vengono dal colore della terra, perché dove si presume ci sia una tomba a camera, la terra è di colore più scuro. Con l’incinerazione, il defunto veniva deposto nella tomba con la presenza di carbone arroventato sotto il corpo (questo nel caso dell’ultima tomba scoperta).
Quella ad incinerazione della necropoli è, invece di età ellenistica, per cui il corpo del ragazzino (in entrambe le tombe ad incinerazione c’erano dei ragazzini) era stato poggiato su un lettino e sepolto, come si nota dalle sporgenze ai quattro angoli della tomba. Si lavora, intanto, al Parco Archeologico di via Oronzo Massa, dove saranno collocate le tombe della necropoli (dodici tombe a fossa). Il Parco nasce dall’idea di rendere visibile e fruibile la Necropoli, altrimenti ricoperta per la realizzazione della complanare della 106 - Dir. Previsto un piccolo percorso intorno alle lastre interrate, accompagnate da opportuni pannelli didattici. Per saperne di più, abbiamo incontrato la dott.ssa Manuela Goffredo, assessore con delega all’Area Archeologica e al Museo Civico Comunale.
Non le sembra riduttiva un’area archeologica limitata alla sola necropoli? Sarebbe interessante un percorso guidato in miniatura, realizzabile con poca spesa, con le zone che hanno registrato insediamenti umani: penso a Parete Pinto, il Cozzo di Marziotta ed altri ancora.
“Noi - ci ha risposto - vogliamo riportare nel paese la necropoli così come è stata trovata, stessa disposizione delle tombe sul terreno, perché l’area originale sarà ricoperta per far posto alla complanare. Il corredo delle tombe sarà invece posizionato nel museo che sarà aperto nell’Auditorium. I pannelli didattico – esplicativi che saranno posizionati vicino le tombe riporteranno la loro originaria collocazione, con il testo delle loro caratteristiche. Non è nei nostri obiettivi creare un percorso guidato in miniatura, perché puntiamo a rendere realmente accessibili i siti archeologici e i luoghi di valenza storica”.