PALAGIANELLO: si dice in piazza che ... 28/07/2010
Il territorio e la politica?
Riceviamo e pubblichiamo
La politica allo stato attuale più che in passato ha bisogno di quadri dirigenti capaci di governare lo stato di grave recessione economica, dove il sud rallenta in modo più evidente rispetto alle altre aree del Paese con conseguenze devastati sull’occupazione. Le attività produttive meridionali sono in forte affanno così come lo è l’agricoltura particolarmente importante sul nostro territorio. Per tali ragioni servono forti attività innovative e strutturali in sinergia tra l’apparato politico e quello burocratico, nella qual direzione uno strumento urbanistico come il nostro può fare molto, se immediatamente attivato con il coinvolgimento dei soggetti privati capaci di interpretare al meglio le esigenze di mercato e soprattutto di accelerane l’attuazione.
Così facendo, si eviterebbero anche gli antichi sistemi farraginosi che al sud più di ogni altra parte d’Italia, la politica crea (più o meno inconsapevolmente) mediante modelli clientelari ed assistenziali che zavorrano il mercato, privandolo di quel virtuosismo che la libera iniziativa e la concorrenza generano. La dimensione pubblica è ipertrofica, alimentata da necessità politiche improvvisate e clientelari, piuttosto che scaturite da approfondimenti e studi che anticipano gli eventi piuttosto che rincorrerli.
Ciò detto, è fin troppo evidente che è necessario tanto lavoro e soprattutto competenza, che non si limiti a trovare il temporaneo lavoro clientelare presso Enti e realtà imprenditoriali fin troppo appesantite da occupazioni di comodo, ma creando i presupposti per generare un’economia di mercato vera, che produca ricchezza sull’intero territorio. Cosa possibile se si fa interagire e si alimenta l’interesse per i beni culturali e paesaggistici, con i prodotti tipici e le attività produttive, che sul nostro comprensorio rileva diversi presidi di eccellenze di interesse nazionale. Insomma,creare condizioni di redditività, consapevoli del fatto che la ricchezza di un territorio si costruisce se si immagina un modello politico e di mercato di tipo moderno ed alternativo a quelli tradizionali ormai desueti. In questo, il ruolo della politica e l’attività dei partiti sul territorio è fondamentale, in quanto dovrebbero diventare sedi di ascolto e anello di congiunzione tra, il mondo delle attività produttive, professionali e dell’associazionismo e la P.A., in modo da conoscere per rappresentarne al meglio le esigenze e dare risposte in termini strutturali e di servizi.
Al contrario, la sensazione che si percepisce da quanto affermato attraverso i media dal commissario PDL locale, è l’assoluta insipienza rispetto alle reali esigenze del territorio, mentre a risaltare sono elusivamente gli ignobili insulti e le invettive sul piano personale, che si commentano da soli. Comprendo bene che l’obbiettivo era colpire lo scrivente, piuttosto che dare dimostrazione del modello e dell’attività politica propria , cosa impossibile in quanto inesistente. Immagino che la “prigionia intellettuale”del commissario del PDL, non le consente di leggere quanto sottopostole, in quanto al di la dei sofismi e delle scivolose arrampicate, non fa altro che confermare quanto lamentato dallo scrivente e cioè che di fatto il cantiere del Castello è fermo, il progetto della esternalizzazione della raccolta dei rifiuti non c’è, il PUG è nel cassetto ben chiuso, le aree dimesse sono ancora in carico alle ferrovie e via discorrendo. Per molte ragioni il commissario PDL avrebbe fatto bene ad astenersi dagli apprezzamenti personali cercando di soffermarsi sul suo modello politico di sviluppo del territorio e sulle nuove attività di rilancio amministrativo, tanto conclamate e finora non percepite. Tuttavia, l’evidente distanza dal punto di vista politico e l’affannosa difesa d’ufficio non giustifica “la rissa” sul piano personale, con dietrologie ed argomentazioni da bettola che nulla hanno a che vedere con la Politica.
In conclusione, il mio intervento in politica era ed è teso a contribuire per migliorare la qualità della vita della mia comunità secondo un modello politico più volte rappresentato che continuerò a proporre serenamente nel ruolo di consigliere comunale. Quando penso alla politica penso al territorio per il bene del quale ritengo sia più responsabile unire piuttosto che dividere mettendo insieme tutti coloro i quali si rivedono vicini ad un determinato modello politico, dove l’aspetto umano è il principe, insieme al sacrosanto diritto di esprimere “LIBERAMENTE” le proprie idee ed ove occorra, il proprio dissenso senza essere prigioniero di posizioni di potere, a cui ho rinunciato con orgoglio e volentieri.
Quando alla fine del mandato consigliare il mio modesto elettorato sarà chiamato ad esprimere il giudizio sulle mie scelte politiche, (l’unico cui spetta tale prerogativa), laddove dovesse ritenere infruttuosa la mia attività, non avrò nessun risentimento nei confronti di alcuno, in quanto ho da diversi anni di che occuparmi.
Dubito che così sia per tutti!
Il consigliere comunale
Dino Todisco