PALAGIANELLO 09/06/2010
Graziano Galatone è Renzo ne “I Promessi Sposi” di Michele Guardì
Graziano Galatone è Renzo ne “I Promessi Sposi”, l’opera moderna dal romanzo di Alessandro Manzoni che debutterà allo stadio San Siro di Milano venerdì 18 giugno. Cantante e attore nato a Palagianello in provincia di Taranto, svolge un’intensa attività artistica come concertista e docente di seminari e stages nelle materie di musical e musica popolare; fra le numerose esperienze musicali e teatrali e le partecipazioni in fiction di successo lo ricordiamo nel ruolo di Febo in “Notre Dame de Paris” di Riccardo Cocciante, in un episodio della serie televisiva “Il Maresciallo Rocca 5” con Gigi Proietti, in quello di Mario Cavaradossi in “Tosca amore disperato” di Lucio Dalla e di Lorenzo il Magnifico nell’opera “Il principe della gioventù” di Riz Ortolani; autore di musiche e testi inediti, nel 2009 mette in scena l’opera musical in due atti “Bernadette, il miracolo di Lourdes”, della quale è autore.
Figlio d’arte, Graziano Galàtone ha conosciuto molto presto la musica iniziando a suonare con le bacchette del padre batterista nella natia Palagianello, in provincia di Taranto. Cantautore sensibile nello scrivere testi e musiche, percussionista, coreografo di balli popolari, attore, organizzatore di vari spettacoli, ha collaborato in progetti discografici etnomusicali come Tamurriatarock dallo stile folk - rock. Gli strumenti a percussione rimangono il filo conduttore delle sue esperienze che spaziano dalla collaborazione con orchestre classiche, in veste di timpanista, alla realizzazione di progetti dalle contaminazioni jazzistiche ed elettroniche, fino ad arrivare al canto popolare che ha portato in Russia, Grecia e Cina con una delle sue prime formazioni folkloristiche. Artista eclettico, ama l’arte in tutte le sue sfaccettature. “Mi piace potermi mettere alla prova in ruoli differenti. Adoro poter vedere con i miei occhi ciò che riesco a trasmettere”.
Alla prima di San Siro de “I Promessi Sposi” potranno assistere almeno 20.000 spettatori, già un successo per Michele Guardì, il noto regista televisivo, che si cimenta in questa opera moderna con musica, arrangiamenti e armonizzazioni corali di Pippo Flora, con la consulenza per l’editing musicale e interventi al pianoforte di Sergio Cammariere, orchestrazioni e direzione d’orchestra di Renato Serio. Michele Guardì ha firmato molti programmi televisivi di grande successo, fra cui “Scommettiamo che?”, “I fatti vostri”, “Mattina in famiglia”, “Pomeriggio in famiglia”, “Domenica in”. Ne “I Promessi Sposi” Guardì ha curato la riduzione teatrale e la stesura del testo sintetizzando in trentanove quadri i passaggi essenziali dell’opera manzoniana.
Con Graziano Galatone saranno sul palco di San Siro Noemi Smorra (Lucia), Paola Lavini (Agnese), Antonio Mameli (don Abbondio), Brunella Platania (Perpetua), Vittorio Matteucci (L’innominato), Christian Gravina (Fra’ Cristoforo e il Cardinale Borromeo), Alessandro Calamai (Il Griso), Antonio De Gobbi (L’avvocato Azzeccagarbugli), Cristian Mini (Il Conte Attilio), Chiara Luppi (madre di Cecilia), con la partecipazione straordinaria di Giò Di Tonno (Don Rodrigo) e Lola Ponce (la monaca di Monza); dieci protagonisti, dieci comprimari, quaranta ballerini, coristi che cantano dal vivo sulle basi musicali realizzate da una grande orchestra sinfonica e coro di quaranta elementi: sono questi gli ingredienti di uno spettacolo che celebra il più grande romanzo italiano con continui rilanci alla attualità dei temi affrontati nel testo originale. È la celebrazione di un mondo pieno di suggestioni storiche, poetiche e umane; il racconto è noto, e la sua modernità viene sfruttata per presentare un contesto storico e sociale che riprende, immutate, le problematiche dell’essere: dall’amore al potere, dalla giustizia alla fede, per concludere con il trionfo della vita nella esplosione della luce del Duomo … la “grande macchina del Duomo” come Manzoni racconta l’apparire di Milano agli occhi semplici e pieni di speranza di Renzo. La città che è il simbolo della speranza, del sogno, della possibilità di una nuova vita.
L’opera si conclude con una spettacolare pioggia catartica, che vince la peste: il trionfo della vita.