PALAGIANELLO: si dice in piazza che ... 06/05/2010
Ecco la politica dei muscoli ...
Riceviamo e pubblichiamo
Ritengo del tutto fuorviante ed appositamente evasiva la strategia messa in atto dal Sindaco, circa la dimostrazione di forza voluta mostrare attraverso la fiducia richiesta ai commissari di partito e ai consiglieri comunali attraverso la sottoscrizione del documento riguardante il “programma elettorale”. Fuorviante, perché se mi fosse stato chiesto (e ciò non è accaduto), avrei certamente sottoscritto quel documento, dal momento che sono stato tra gli estensori del programma elettorale. Evasiva, in quanto la questione da me posta era tutt’altra e rimane irrisolta. Ciò perché, ritenevo una mascherata il fittizio rimpasto e il rilancio programmatico, che ha coperto una vera e propria radiazione prepotente di stampo veterocomunista, rispetto a chi aveva avuto l’ardire di ledere la maestà, di non so chi. Tant’è che in questi giorni si parla, come per la caccia alle streghe, di drammatica espulsione (manca solo il rogo per completare il quadro da Santa Inquisizione).
Va ribadito che le divergenze lamentate, non mettono in discussione l’attuazione del programma elettorale, come vorrebbero far credere, ma le novità rispetto al medesimo. A proposito delle novità, va riferito ad esempio che lo stesso programma non prevede, così come inopinatamente avanzato, la volontà assoluta di esternalizzare il servizio di raccolta dei rifiuti, aumento di tasse, la distratta gestione della politica del personale, l’accentramento dell’urbanistica ed altro ancora. E’ evidente che si è voluto manifestare da che parte sta la ragione con un atto di forza, ma la ragione non sempre sta dalla parte di chi mostra i “muscoli” (a prescindere). Anzi l’uso della forza è dei prepotenti, incapaci di argomentare un confronto leale e trasparente. Ciò detto, se il documento di cui parlavo in principio, voleva significare la mia estromissione dalla maggioranza (così com’è nei comportamenti messi in atto) per amor di chiarezza e così come fanno coloro che si assumono l’onere delle decisioni coraggiose, andava senz’altro detto e con chiarezza.
La storia dimostra che sono state proprio le pluralità di opinioni che hanno reso grande un partito come la Democrazia Cristiana, da cui alcuni di noi provengono, dove convivevano posizioni differenti portatrici di diverse visioni socio - culturali, che hanno consentito in modo continuativo e per lunghi anni, la proliferazione della cultura liberale e democratica e il governo del nostro Paese. Pertanto, dal momento che sono fermamente convinto che la pluralità di pensiero è una ricchezza piuttosto che un delitto anti - unitario, continuerò ad esprimere le mie opinioni e a sostenere le istanze che provengono dalla cittadinanza sia nel rispetto del mandato elettorale sia perché i giovani e tutti coloro i quali vogliono avvicinarsi alla politica, vanno incoraggiati a dedicarsi ad un ambito, che non è prerogativa di pochi assolutisti, ma è un diritto di tutti e che solo se c’è il contributo di molti una comunità può dirsi “vivibile”.
Consigliere comunale
Donato Antonio Todisco