LATERZA 21/06/2010
Tra romanzo e saggio, tra narrazione e riflessione. Ecco l’Homo Ionicus di Angelo di Leo
Francesco Di Candia
Tra romanzo e saggio, tra fantasia e realtà, tra narrazione e riflessione. “Homo Ionicus”, opera prima di Angelo Di Leo, giovane giornalista del Corriere del Giorno, può essere definito un micro saggio antropologico vestito da romanzo breve.
Il libro, edito da Scorpione Editrice, è stato presentato domenica 13 giugno, a Laterza, nell’ex chiesa del Purgatorio, trasformata, dopo il recupero e la sconsacrazione, in Auditorium Comunale. L’iniziativa porta la targa dell’associazione culturale Società e Progresso con il patrocinio del Comune di Laterza e il supporto dell’Università Territoriale per l’Educazione Permanente (Utep). Dopo l’introduzione di Bruno Bongermino e Domenica Stano del gruppo promotore, Angelo Di Leo ha portato il pubblico, presente in buon numero, nonostante la prima domenica veramente estiva, sulle tracce dell’Homo Ionicus.
Non si tratta di figura mitologica ma reale, caratterizzata da un fatalismo endemico, in perenne attesa di un deus ex machina che spesso assume la forma dell’assistenzialismo e dello statalismo. Abulia e indifferenza stigmatizzano l’Homo Ionicus, l’uomo di Taranto, descritto dalla penna di Di Leo attraverso tre esemplari storie ambientate nel capoluogo di provincia, che si intrecciano sviluppandosi nell’arco di una afosa giornata di giugno. La manna “statale”, non di sicuro celestiale, del polo industriale siderurgico ha tarpato le ali di uno sviluppo che potesse sposare le potenzialità del territorio, le risorse storiche e culturali di una città dalla storia antica ma dallo scarso senso d’identità.
Oppure contraddistinta da un’identità in negativo: nessun segno sociale, nessuna memoria condivisa, solo un sentire comune piatto che impedisce un dissentire comune che increspi la piattezza, che porti a interrogarsi sul dove risieda la vera ionicitas, per restare in linea con il latineggiante titolo. Il libro di Di Leo vuol essere da pungolo ad una città, che sembra essersi addormentata lungo un mare di acciaio fuso. Per riportarla in riva al mare Ionico (guarda le FOTO).