LATERZA 25/04/2010
Laterza chiama Eindhoven
Ventuno alunni della classe 3^ C dell’IISS “G.B. Vico” di Laterza hanno vissuto per una settimana presso famiglie olandesi, i cui figli frequentano l’istituto superiore Stedelijk College di Eindhoven.
Il “Vico” non è nuovo a queste esperienze: cominciò circa quindici anni fa , gemellandosi in tempi diversi con due istituti della città di Borlange (Svezia). Successivamente fu la volta di un liceo di Bucarest (Romania) e lo scorso anno scolastico c’è stato un primo scambio con lo Stedelijk College di Eindhoven.
L’esperienza è risultata tanto soddisfacente che i docenti olandesi hanno insistito perché la si ripetesse. Con l’approvazione degli Organi Collegiali, il progetto è stato avviato con entusiasmo, anche se, a mano a mano che la data della partenza si avvicinava, sorgeva qualche timore nell’animo di ragazzi e ragazze coinvolti: l’idea di vivere con estranei, i cui usi possono essere diversi, (il pensiero andava soprattutto,da classici italiani, al cibo!) destava qualche ansia. Non si dimentichi poi che lingua di scambio sarebbe stato l’inglese e ciò non contribuiva a rasserenare, pur se contemporaneamente spingeva a studiare ancor meglio la lingua di scambio: film in lingua e corsi di eccellenza. E questo è stato già un primo risultato positivo del progetto.
Ad Eindhoven i nostri hanno condiviso vita di famiglia, con tutto ciò che essa comporta, ed hanno frequentato,presso lo Stedelijk College, lezioni di matematica, lingua olandese, chimica,fisica, storia, educazione fisica.
Gli amici ospitanti hanno organizzato partite di calcio ed attività ginniche, che ci hanno entusiasmato. I nostri ragazzi e le nostre ragazze hanno potuto acquisire nuove conoscenze, ma soprattutto hanno sperimentato approcci didattici che danno molto rilievo alla pratica, mentre la scuola italiana viene accusata di fondarsi prevalentemente sulla teoria. Certo entrambi gli aspetti dovrebbero godere della medesima attenzione.
Si sono visitate le due città di Amsterdam e dell’Aia, ma anche città meno note e tuttavia interessanti dal punto di vista artistico ed urbanistico. Le famiglie olandesi sono state molto accoglienti ed attente. Quando siamo giunti dinanzi allo Stedelijk College, alcune madri, piuttosto giunoniche, hanno abbracciato le nostre ragazze ,alcune delle quali un po’ intimidite, che sono affondate tra le braccia di sorridenti signore bionde.
Sono esperienze positive e produttive per i nostri giovani: promuovono spirito di adattamento e favoriscono, laddove necessario, un processo di sprovincializzazione.
E’ assai apprezzabile che tante famiglie abbiano accettato di aderirvi, mettendosi in gioco per una migliore crescita dei propri figli, i quali hanno con queste occasioni un primo saggio di cosa significa e cosa comporta il vivere lontani dal “nido”. E ciò si rivela cosa utilissima in una prospettiva di studio e lavoro in città lontane o anche straniere, come sempre più spesso la situazione italiana impone soprattutto ai giovani con alti livelli di studio e professionalità.
Prof.ssa Grazia Augelli