CRONACA DI TARANTO 28/07/2010
Taranto: operazione della Guardia di Finanza; accertata evasione all’ecotassa per 1,4 milioni di euro
I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Taranto, all’esito di specifici controlli conseguenti al sequestro dei cd. “fanghi di dragaggio” provenienti dai fondali del porto di Taranto e sversati in discarica abusiva, hanno accertato l’omesso versamento di 1,4 milioni di euro, quale tributo speciale - c.d. “ecotassa”.
La vicenda trae origine dal sequestro effettuato nel 2006 di una superficie di circa 60.000 mq sita in Taranto, nei pressi di Punta Rondinella, di proprietà dell’Autorità Portuale, ma affidata in gestione alla società “Terminal Container Taranto spa”, concessionaria per la movimentazione dei container nell’area portuale. Sull’area erano stati depositati circa 90.000 metri cubi di fanghi di dragaggio (pari a circa 137.000 tonnellate di materiali), nonostante essa rientrasse nei siti di interesse nazionale da sottoporre a preventiva bonifica.
Le successive indagini avevano consentito di accertare che i responsabili pro-tempore dell’Autorità Portuale avevano falsamente comunicato al competente Ministero dell’Ambiente che i fondali di accesso all’area portuale erano ostruiti e che i detriti presenti non consentivano il libero transito delle navi. Il Ministero autorizzava in via d’urgenza l’esecuzione dei dragaggi a favore della predetta “T.C.T. spa”, con la rimozione dei fanghi che, da successive analisi effettuate dall’ICRAM (Istituto Centrale per la Ricerca Scientifica e Tecnologica Applicata al Mare) di Roma e dall’Arpa di Taranto, risultavano contaminati da metalli pesanti quali piombo, zinco, arsenico in misura superiore ai limiti tabellari ammessi.
Il responsabile è stato segnalato all’Autorità Amministrativa.