CASTELLANETA MARINA 26/07/2010
“Restiamo insieme per ...” un modo per stare insieme e ... riflettere
Michele Esposito
In vista della pausa estiva il gruppo di psicoterapia espressivo-supportivo ha organizzato la festa “Restiamo insieme per …” continuare a sentirsi tutti uniti, sostenuti e compresi. Nei locali dell’accogliente stabilimento balneare “Albatros” di Antonio Semeraro, in Castellaneta Marina, sono convenuti, per un appuntamento conviviale e danzante, parenti ed amici per far sentire il proprio calore (se mai ve ne fosse stato bisogno) agli ammalati oncologici. Presenti i componenti sanitari e parasanitari dell’ambulatorio di psicologia della struttura complessa di Medicina Oncologica dell’ospedale di Castellaneta, tra cui le dott.sse Domenica Caforio e Mariangela Carmignano, la caposala Lucia Cardellicchio, nonché il sig. Cosimo Fungoso, presidente dell’associazione italiana “Familiari e vittime della strada”.
Il gruppo sta aiutando i pazienti a trovare loro la forza per esprimere i bisogni, i sentimenti, le emozioni, le paure e le angosce per rafforzarsi, comprendersi e lottare. L’augurio è quello che a settembre si ritrovino più carichi e più forti per lottare con più tenacia. Dopo un momento spensierato coronato da balli, la sig.ra Nicoletta Ciccarone, rivolgendosi alla dott.ssa Caforio e ringraziandola, unitamente all’oncologo Dr. Rinaldi, ed all’intera equipe, ha espresso i sentimenti più calorosi per la presenza sempre discreta e disposta all’ascolto per infondere la grinta ed il coraggio per andare avanti. Merito della dott.ssa Caforio è stato quello di creare un gruppo consolidatosi nel tempo e che vede le varie realtà riunite per infondere reciprocamente amore, comprensione e conforto.
La sig.ra Ciccarone ha poi concluso con una riflessione di carattere religioso. C’è la componente personale del paziente, c’è l’ausilio della scienza, ma la forza e l’aiuto maggiore è quello che viene dal Signore. “Non sappiamo – ha commentato – quanto tempo abbiamo a disposizione per dirci: “Ti amo, ti voglio bene, per fare una carezza, per dare un bacio o un abbraccio perché siamo di passaggio. Per questo motivo queste cose le dobbiamo dire ogni giorno ai nostri cari, ai nostri amici. Non dobbiamo assolutamente rischiare di vivere un futuro con il tormento di dire “Se avessi saputo, avrei potuto…””
Quando ognuno dei pazienti ha saputo di avere una metastasi, panico, paura ed angoscia hanno preso il sopravvento. Tutto si scioglie all’improvviso: progetti, ambizioni ecc. Anche il cuore sembra fermarsi all’improvviso ed allora l’unico essere soprannaturale che rigonfia l’anima è Dio. Solo confidando in Lui e nell’ausilio competente degli operatori sanitari si può trovare la forza per combattere ed andare avanti.
Combattere strenuamente ed andare avanti è oltremodo necessario anche e soprattutto per i pazienti affetti dal morbo di Marfan, che hanno sulla loro strada notevoli difficoltà per i pochi sbocchi terapeutici, che allo stato attuale sono ancora in fase di studio.