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GIOVEDI 9 SETTEMBRE 2010 – S. Sergio – ACCADDE OGGI: 1776 - Il secondo congresso continentale americano conia il termine “Stati Uniti” in sostituzione del precedente “Colonie Unite”. 1943 - Durante la 2a Guerra Mondiale, le forze alleate sbarcano a Salerno e a Taranto. 1971 - John Lennon pubblica il nuovo album “Imagine”. 1973 - L’economia della Puglia è in crisi per l’epidemia di colera: gli alimentari restano quasi tutti invenduti per paura del contagio. 1973 - A Belgrado la nuotatrice italiana Novella Calligaris vince il titolo mondiale degli 800 metri stile libero, e fissa il nuovo record con 1’07”. Nei tuffi, piattaforma dei 10 metri, vince Klaus Dibiasi. 1976 - A Beijing muore il leader cinese Mao Tse-Tung. Aveva 82 anni. 1977 - Nel primo anniversario della scomparsa, a Pechino viene inaugurato il mausoleo di Mao. 1981 - John McEnroe vince per la quarta volta gli US Open di tennis, battendo Ivan Lendl. 1986 - Vengono presentate alcune pellicole cinematografiche ricolorate. Molte le critiche basate sull’idea che colorare films originariamente in bianco e nero, sia una interferenza con la originale creatività. 1993 - L’Organizzazione per la Liberazione della Palestina, e lo stato di Israele si accordano per il riconoscimento reciproco, in vista di un accordo di pace. 1993 - Il presidente russo Boris Eltsin scioglie il parlamento eletto durante il periodo Gorbaciov. I deputati occupano l’edificio. 1998 - La musica italiana è in lutto per la morte di uno dei suoi maggiori esponenti, Lucio Battisti. Aveva 55 anni. SONO NATI OGGI: 1918 - Oscar Luigi Scalfaro (politico, presidente della Repubblica Italiana 1992-1999) 1931 - Mario Marenco (attore: “Indietro tutta” “Il pap’occhio”) 1941 - Otis Redding (musicista e cantante: “The dock of the bay” “Respect”) 1946 - Billy Preston (autore e cantante: “Get back” con i Beatles, “With you I’m born again” con Syreeta) 1951 - Michael Keaton (attore: “Uno sconosciuto alla porta” “Batman”) 1952 - David Stewart (compositore e chitarrista degli Eurythmics: “Sweet dreams”) 1960 - Hugh Grant (attore: “Quattro matrimoni e un funerale” “ Nothing Hill” “Nine months”) 1961 - Corso Salani (attore e regista: “Occidente” “Il muro di gomma”)

 

 

 

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CASTELLANETA      13/07/2010

 

“Danza e Bellezza nella Terra delle Gravine” nell’Edizioni de l’Almanacco Terra delle Gravine, scritto da Francesco Durante

 

 

Anteprima galleria fotografica“Disegnati con il diamante e il carbone” cosi descrive i ragazzi dei nostri paesi Pasolini visitando la Puglia, affascinato ancor più dalla bellezza del tempo fermo dei paesaggi medioevali in cima ai canyon. Proprio nella gravina di Ginosa, dopo aver contemplato quella di Massafra, il poeta e regista ambienterà il film, il “Vangelo secondo Giovanni”. “Le Puglie per il viaggiatore incantato” era il titolo che lo scrittore romano avrebbe dato al libro di reportage in Puglia. Che, a distanza di anni, parafrasando quel suo viaggio, itinerario di bellezze nascoste ai più, diviene “Danza e Bellezza nella Terra delle Gravine”, pubblicato nell’Edizioni de l’Almanacco Terra delle Gravine, scritto da Francesco Durante, direttore responsabile della decennale rivista di tradizioni popolari, l’Almanacco Popolare, in collaborazione con l’Accademia di Danza di Alda Russo.
Il libro “Danza e Bellezza nella Terra delle Gravine” è dedicato alle bellezze nascoste delle Sette Terre, le terre diocesane di Castellaneta, che vanno da Massafra sino a Ginosa. Un percorso storico, mitico, suggestivo per la varietà dei testi e l’abbondanza delle immagini a colori, tra danza e gastronomia, tra bellezze somatiche (Plinio diceva che gli abitanti delle Puglie erano scuri di pelle, tracagnotti, ricci di capelli, disegnati appunto con il carbone di Pasolini, per il sole a picco, implacabile, che faceva nere anche le vacche) tra arte e bellezze intrinseche che furono della civiltà contadina. E che pure resistono nelle consuetudini millenarie di un popolo che viene da molto lontano.
Un tutt’uno di bellezza, di abitudini, di consuetudini, di tradizioni, un unicum nell’unicum nella mitica Puglia, che si legge come una guida turistica; un patrimonio ereditato che gli stessi abitanti, purtroppo, non riescono di valorizzare. “Se solo si prendesse coscienza” scrive Durante “di quanta ricchezza possediamo, se ne potrebbe fare la prima industria, l’industria della cultura che tira turismo”. Molti pensano, per esempio” aggiunge Durante “che la Pizzica sia nata nel Salento, “ma non è così, appartiene, in particolare, a due regioni, la Puglia e Basilicata . Nella Terra delle Gravine, che faceva parte della grande provincia idrutina, si è sempre ballata la pizzica, un ballo erotico, un ballo in cui la donna, munito di fazzoletto, affascinava l’uomo; la tarantola non c’entra niente, quando entrava il mito di questo aracnide diveniva il “ballo di San Vito” (San Paolo è venuto dopo, è stata la Chiesa che ci ha voluto mettere sopra il cappello), dove la musica, il ballo frenetico, diveniva terapia. E così dicasi per la tarantella, il ballo aulico della “pizzica pizzica”, strettamente legato al rituale fenomeno del tarantismo, che si è ballata, per la prima volta, tra i giovani aristocrativi tarantini nei primi anni del XVII secolo. Ovviamente non viene trascurata lo studio sulla danza classica, con riferimenti alle nuove leve in loco, formate dalla maestra Alda Russo, secondo il metodo Cecchetti: l’antica, rinascimentale danza italiana, “l’arte del corpo nel tempo e nello spazio”; e, ancora più il “ballo del pensiero triste”, ovvero il tango nel nome di Rodolfo Valentino. Suggestivi i titoli dei capitoli che riguardano la storia e la bellezza delle Sette Terre: “Laterza sull’Arca di Noè”, per la presenza dell’area protetta, l’Oasi, organizzata dalla LIPU, patrimonio naturalistico unico al mondo, la “Laerte dei Cretesi”; “Castellaneta la baricentrica”, cuore della Terra delle Gravine, sede di diocesi dal 1088: le origini, gli insediamenti rupestri, il medioevo, l’architettura, il centro storico, la trasumanza, le erbe aromatiche ed i formaggi di Montecamplo, ed i costumi, rituali stagionali, come i balli al tempo di Carnevale; “Ginosa Genusium da Cnosso”, la storia del territorio al tempo delle città greche, il praesidium, la gravina, i siti d’interesse, l’architettura religiosa, ed un capitolo, in particolare, dedicato alla “Passio Christi”; “Mottola, capitale della civiltà rupestre”: le piazze, il centro storico, le rievocazioni, i record. “Palagiano della Conca d’Oro”: la festa, le sagre, come quella del Mandarino; “Paolois e Nomos Palagianello”; “Massafra, la Tebaide d’Italia”, cuore della civiltà rupestre, la Massafra delle Pitonesse e del mago Greguri, del Carnevale (“Quando a Massafra se menava la scianghe”; balli fococosi e banchetti in onore di Bacco e Venere”).
E per finire la bellezza del cibo, “Mangiar da dio nella Terra delle Gravine”, le vivande degli dei, che rendevano nel passato ed ancora oggi immortali, tutta salute secondo un aforisma del posto: “La salute è mezza bellezza”. Il mito tavola, le prelibatezze dell’olimpo, le numerose portate degli dei golosoni, vere elisir di lunga vita, ricette segrete svelati agli uomini, agli abitanti fedeli della Terra delle Gravine. “Quanta ricchezza – conclude nella presentazione dell’opera Durante – sparsa dal buon Dio a piene mani e che gli indigeni non sanno riconoscere, e che anzi sprezzano, basta vedere di quante bruttezze sono sparse qua e là, di quanta ignoranza l’accompagna cotanta bellezza, per non dire dell’incuria atavica di un popolo destinato, se non prende coscienza delle proprie risorse, della propria storia, ad essere fuori della storia. Come dicevano i primi viaggiatori del Settecento, provenienti dalle regioni del nord d’Europa, “terre paradisiache abitate le nostre da demoni”.
Il libro, infatti, vuole essere anche un denuncia, una voce nel deserto in tempi malandati, tempi di volgarità, di sguaiataggine, di scempi perpetrati nell’indifferenza più completa, il contrario perfetto della bellezza materiale e morale e spirituale in un tempi di profonda crisi culturale”. “Tutti parlano di turismo, ovunque manifestazioni “culturali” (soprattutto estive) ma nessuno che parte dalle radici, dalla vera e approfondita conoscenza della propria storia, del patrimonio artistico, naturalistico, in una parola “culturale”.

 

 

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