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"CENNI STORICI"
Numerosi ritrovamenti archeologici ricondurrebbero le origini di Ginosa al VII secolo a.C.; il primo insediamento sarebbe dovuto a popolazioni locali, mentre, successivamente, Ginosa sarebbe stata una colonia greca. La presenza greca è testimoniata dalla necropoli con sepoltura a fossa o sarcofago monolitico; nei cui corredi tombali, il materiale ceramico di origine lucana o apula a figure rosse è sovradipinto con forme e motivi greci di ispirazione epica e mitologica. Ginosa, grazie alla sua posizione strategica, non risentì della crisi legata alla capitolazione di Taranto, perché divenne presidio dell’Impero Romano. I Romani avviarono una ristrutturazione dei centri urbani con un notevole incremento edilizio. Alla caduta dell'Impero, i segni della dominazione romana vennero cancellati e gli abitanti di "Genusia" ritornarono a vivere nella gravina e, quindi, nelle grotte. Più tardi, intorno al X secolo d.C., giunsero a Ginosa i monaci di Bisanzio, che, integrandosi perfettamente con la popolazione locale, diedero origine alla "città presepe" raccolta ai piedi del Castello Feudale e della Chiesa Matrice, nel cuore della gravina. Si tratta di un villaggio concepito e strutturato come borgo medievale, ma scavato nella roccia dei pendii tufacei della gravina, dove abitazioni, chiese, cappelle, laboratori e molini testimoniano un ricco intreccio di arte, spiritualità e praticità. Ginosa riemergerà nella storia durante il Regno Normanno con la costruzione del Castrum Genusius da parte di Riccardo Senescalco. Diversi ed intricati eventi determinarono numerosi e dolorosi passaggi di mano fino al 1556, anno in cui l'imperatore Carlo V nominò Barone della città l'ammiraglio Antonio Doria. Dal signore genovese i Ginosini ebbero diversi benefici, confermati dal figlio Giambattista, che legò il proprio nome a numerosi interventi, quali il miglioramento delle campagne, l'innesto nel bosco di una quantità di olivastri tale da rendere l'oliveto di Girifalco uno dei più estesi della regione e la trasformazione del Castello in grande e comodo Palazzo. Intanto, lo sviluppo urbanistico cambiava direzione, spostandosi lungo la via che, dal Castello, conduce alla cappella dedicata a Sant'Antonio da Padova, in un susseguirsi di cantine, vicoli, piazzali e palazzi, che delineano la singolarità del centro storico ginosino.
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